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 L'indice glicemico è importante ai fini del dimagrimento

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Tutto Quello Che Devi Sapere Per Evitare Di Ingrassare. L'Indice Glicemico.

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Ma è davvero la quantità di calorie la vera responsabile del nostro grasso corporeo?

Dal servizio delle statistiche del portale, leggo tutti i giorni quali sono le parole o le frasi che vengono digitate nei motori di ricerca e che conducono a Fitness Tribu. Inevitabilmente ogni giorno trovo le parole "indice glicemico" "zuccheri lenti e veloci" "calorie" e quant'altro correlato all'argomento ingrassare. A questo punto scrivere un articolo sulle "calorie" gli "zuccheri lenti e veloci""indice glicemico" e quant'altro, è stata una scelta a dir poco scontata. Ma procediamo con ordine.
Contrariamente a quanto si è creduto per molto tempo -e si tratta di una leggenda metropolitana dura a morire- il fattore energetico (ossia la quantità di calorie che apporta un alimento), non è il fattore decisivo per l'aumento di peso, infatti da studi effettuati e pubblicati, si è chiaramente visto che non c'è alcuna correlazione fra livello di consumo calorico di una popolazione e la percentuale di obesità. Proprio per essere più precisi, dal 1960 il consumo quotidiano di calorie è diminuito di circa il 35%, mentre nello stesso periodo è aumentata la percentuale di persone obese di circa il 400%.
Con questi dati come si può credere ancora che le calorie siano la causa dell'aumento della nostra "panza"?
Con calma e sangue freddo analizziamo il concetto che per anni si è nascosto dietro alle diete ipocaloriche, concetto sbagliatissimo e decisamente deleterio ai fini di un corretto dimagrimento e mantenimento del peso. Primo fra tutti parliamo del fatto che il metabolismo si adatta alla riduzione delle calorie, per cui le diete ipocaloriche che generalmente vengono proposte con scarso successo, lo devono al fatto che più si riducono le calorie, più l'organismo proprio per un istinto di sopravvivenza, diminuisce la spesa calorica. Questo spiega perchè in seguito ad una dieta ipocalorica, quando si ritorna a mangiare normalmente si ingrassa! Fra l'altro le diete ipocaloriche sono spesso povere di micronutrienti necessari al corretto funzionamento del nostro corpo, ciò si traduce in un senso di spossatezza e maggiore vulnerabilità alle malattie. In più nella maggior parte delle diete ipocaloriche, la prima cosa che viene ridotta è stranamente l'apporto di proteine, per cui meno massa muscolare metabolismo più lento e effetto fisarmonica assicurato. Come asserisce Montignac -il più autorevole esperto in materia- il calcolo alimentare delle calorie è puramente teorico, infatti nelle tabelle alimentari non si prendono in considerazione dei fattori importantissimi ai fini del calcolo corretto. Fra questi fattori ne cito alcuni che ti lasciano capire perchè il conteggio è puramente teorico e non ha nessuna logica. Prendiamo ad esempio il ruolo delle fibre: il calcolo tradizionale non tiene conto che l'assunzione delle fibre nel corso di un pasto può ridurre l'assorbimento di alcuni nutrienti come ad esempio lipidi e glucidi; l'assorbimento intestinale: gli amidi non sono tutti intercambiabili, infatti per uno stesso contenuto calorico, l'assorbimento intestinale sarà ad esempio 3 volte maggiore per le patatine fritte che per le lenticchie; gli acidi grassi: ad esempio gli acido grassi polinsaturi -i famosi omega 3- non vengono stoccati in grasso, ma mettono in opera dei meccanismi metabolici che agevolano la perdita di peso -aumento della termogenesi e stimolazione della lipolisi-; il frazionamento dei pasti: è riconosciuto che consumare la stessa quantità di cibo (in termini di calorie) in più pasti invece che nei canonici 3 induce un aumento del dispendio energetico. Detto questo è OVVIO che contare la quantità delle calorie è assurdo e inutile. Per considerare la causa dell'aumento di peso, bisogna invece considerare l'iperinsulinismo. Ma che c...o è questo iperinsulinismo? Altro non è che la conseguenza di un'eccessiva secrezione di insulina, il cui ruolo è quello di far scendere la glicemia e di stabilizzarla entro livelli ottimali. Ma come funziona precisamente questo meccanismo? Proviamo a spiegarlo in maniera comprensibile per tutti. Quando si mangia un alimento come pane o pasta (glucidi in generale), questo viene trasformato in glucosio ed attraversa la barriera intestinale per ritrovarsi nel flusso sanguigno, questo passaggio provoca un aumento di glicemia, cioè della percentuale di zuccheri nel sangue rispetto ad un livello di base, che a sua volta scatenerà una secrezione di insulina allo scopo di delocalizzare il glucosio in eccedenza stoccandolo nel fegato e nei muscoli allo scopo di normalizzare i valori di glicemia. In una persona con un metabolismo normale, la risposta insulinica è proporzionale all'importanza della glicemia, viene prodotta cioè solo l'insulina necessaria a far diminuire la glicemia. In altre persone invece la risposta insulinica è sproporzionata rispetto alla glicemia, dando luogo all'iperinsulinismo. E' interessante notare che l'iperinsulinismo sia sempre accompagnato da un sovraccarico ponderale e spesso all'obesità, e che addirittura un sovraccarico ponderale può essere indotto nell'animale attraverso iniezioni di insulina. Per cui è ovvio che un eccesso di insulina si traduce con un aumento di peso (grasso corporeo).
Ma cosa induce l'iperinisulinismo? La risposta la troviamo negli indici glicemici. Iniziamo a sfatare il mito di zuccheri lenti e veloci: l'assorbimento intestinale dei glucidi è globalmente uguale, questo significa che attraversano la barriera intestinale negli stessi tempi,quello che cambia è la capacità di provocare glicemie totalmente diverse, ecco perchè si parla di indici glicemici. Se una persona mangia abitualmente alimenti ad alto indice glicemico, si assiste alla comparsa di una resistenza all'insulina, in questo caso nonostante l'intervento dell'insulina, il glucosio tarda ad uscire dal flusso sanguigno. A questo punto i recettori dell'insulina non funzionano più normalmente, per cui la glicemia rimane alta per più tempo nell'organismo, cosa che induce lo stesso ad effettuare una nuova dose di insulina che altro non fa che aggravare l'iperinsulinismo. Ecco fatto siamo in pieno circolo vizioso, infatti se la glicemia che segue un pasto è molto elevata, l'iperinsulinismo che tale glicemia avrà generato avrà come conseguenza la trasformazione in grasso del glucosio. Inoltre verrà meno la funzione dell'insulina di agire sul metabolismo dei grassi, infatti agisce direttamente sull'enzima lipo-lipasi, che ha la funzione di mobilitare i grassi circolanti derivanti dall'ultimo pasto e di stoccarli sotto forma di trigliceridi, inibisce inoltre il trigliceride-lipasi responsabile della lipolisi ossia del destoccaggio dei grassi di riserva. Cominciamo a capirci meglio adesso? Ma allora come si dimagrisce? Come ho accennato è la lipolisi, ossia il destoccaggio degli acidi grassi di riserva che ci porta al dimagrimento, ma per attivare questo processo è necessario che i livelli di insulina siano bassi. Forte vero? si consumano grassi di riserva stando a riposo! A questo punto diventa fondamentale gestire i livelli di insulina alimentandoci con glucidi a basso indice glicemico uguale o inferiore a 35. Tutto quì!
Quindi eliminiamo i glucidi ad alto indice glicemico e consumiamo quelli a basso indice glicemico, in questo modo attiveremo la lipolisi con conseguente destoccaggio degli acidi grassi di riserva
Alla prossima puntata amici e buon appetito!

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